Sergio Fedele

Fotografia di Sergio Fedele

A 7 anni, scrivendo a scuola un tema sull’effetto serra, ho scoperto la mia vocazione: volevo combattere la distruzione della Natura e contribuire a proteggere l’umanità dalla crisi climatica e dal buco nell’ozono.

Negli anni successivi scoprii che il mio talento e la mia passione erano legati all’Economia e decisi di capire come usarli per sviluppare progetti dall’impatto ambientale positivo.

Sono diventato così un pioniere in Italia sia del cosiddetto Mobility Management sia della mobilità elettrica e ho contribuito al successo di una delle prime cooperative energetiche di livello nazionale. Ho rivestito diversi ruoli a livello locale e regionale come volontario in Legambiente.

Ho pubblicato tre libri due dei quali su temi ambientali.

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Sergio fedele

Formazione

Al momento della scelta del percorso universitario fu quindi facile per me scegliere la facoltà di economia e decisi di seguire un percorso di studi generalista per avere una conoscenza più completa possibile del settore.

Studiavo le teorie economiche, le politiche di finanza pubblica, la storia economica, ma anche la gestione di impresa e come funzionava il mondo degli affari.

Studiando finanza rimasi invece inorridito che invenzioni potenzialmente virtuose come il debito o i derivati erano sfruttati invece molto spesso per derubare famiglie, città e addirittura interi Stati.

Un torrente di acqua che scorre

Per fare la rivoluzione ambientale un leader non basta, c'è bisogno di te

La crisi ambientale e climatica è talmente grave e urgente che serve un rapido cambiamento radicale nella società, una vera rivoluzione pacifica. Per riuscirci servono rivoluzionari che agiscono con metodo e secondo un piano, per questo ho creato il Manuale per rivoluzionari ambientali

Sergio fedele

Progetti e obbiettivi

Scelsi per la mia tesi di laurea di sviluppare soluzioni per combattere l’inquinamento da polveri fini causato dal traffico.

Grazie alla eco mediatica della mia tesi si aprirono per me una serie di opportunità che mi permisero di convincere il sindaco della mia città a nominarmi Mobility Manager comunale per occuparmi di bicicletta, trasporto pubblico e nuovi servizi come il car sharing. Grazie alle buone abitudini dei Meranesi fummo scelti come migliore piccola città italiana dal punto di vista dell’uso della bicicletta.

Intuii prima di molti altri in Italia l’avvento dell’auto elettrica quando ancora non erano vendute dalle principali case automobilistiche. Proposi così alla mia Provincia di creare un progetto pubblico di sostegno alla diffusione della rete di ricarica e di sensibilizzazione della popolazione all’uso di veicoli elettrici. Da quel mio progetto ha preso origine il successo dell’Alto Adige come territorio all’avanguardia nella mobilità elettrica.

Dal 2015 mi sono messo in proprio per sviluppare progetti ambientali su scala nazionale e ho prima contribuito allo sviluppo della cooperativa energetica Energia Positiva e poi ho fondato a Bologna il progetto LightBus per la progettazione e produzione di autobus e navette elettriche in grado di eliminare la congestione del traffico grazie ad un nuovo sistema di convogli dinamici chiamato platooning.

Sono anche impegnato in un secondo progetto di start up che non è ancora pubblico ma che riguarda sempre il settore dei trasporti ecologici



Forum per attivisti ambientali che vogliono formarsi per diventare più efficaci nelle loro iniziative.


"Zero code nel traffico, zero inquinamento" entro il 2030 in tutto il mondo grazie ai veicoli elettrici rivoluzionari progettati dal mio team


Cooperativa energetica per autoprodurre l'energia rinnovabile anche senza un impianto sul tetto.


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