Il futuro della casa nella crisi climatica

Sono molto sorpreso del fatto che si parli molto poco sui media di come le case di cui sono proprietari gli italiani subiranno conseguenze pesanti a causa del cambiamento climatico. In questo articolo analizzo gli impatti più importanti e come difendersi.

Gli interessi a nascondere la verità

Come ho spiegato nel mio secondo libro, che ha per tema proprio la casa, ci sono enormi interessi economici affinché le persone associno alla casa emozioni di sicurezza, stabilità, solidità e siano convinte che comprare casa sia la scelta giusta in quasi tutte le circostanze, sia per viverci che come investimento finanziario sicuro e a lungo termine.

Gli interessi economici ai quali mi riferisco sono in particolare quelli delle banche (per vendere i mutui), dei costruttori edili (affinché ci sia domanda di nuovo costruzioni), degli immobiliaristi (che vogliono che i terreni edificabili e gli immobili mantengano il loro valore), delle agenzie immobiliari (che guadagnano molto di più dalle vendite che non dagli affitti) e dei media che guadagnano molto dalla pubblicità legata alla casa.

Anche le famiglie, che in Italia hanno in grande maggioranza almeno un appartamento di proprietà, non apprezzano che gli venga detto che il loro bene di maggiore valore possa subire gravi conseguenze dalla crisi climatica e quindi c’è un interesse generale a mantenere ottimismo riguardo al mercato immobiliare.

La realtà

Il clima è sempre mutato nel corso dei secoli, ma si trattava di cambiamenti lenti ai quali le varie generazioni potevano adattarsi molto più facilmente scegliendo nuove culture da piantare e costruendo nuovi insediamenti in zone più adatte.

La caratteristica principale della crisi climatica che stiamo vivendo è invece la rapidità dei cambiamenti e questo impedisce sia alla Natura che alle città di adattarsi alle nuove condizioni climatiche e il prezzo da pagare è salatissimo.

La temperatura media aumenta esponenzialmente

La tendenza più conosciuta ed evidente a tutti è quella all’aumento delle temperature per cui quasi ogni anno viene superato il record precedente di temperatura media sulla Terra e i singoli aumenti annuali crescono a loro volta quindi siamo di fronte ad un fenomeno di accelerazione progressiva dei cambiamenti.

Come ho spiegato in un precedente articolo, l’essere umano fa molta fatica però a cogliere l’impatto di un problema che accelera lentamente all’inizio, per cui li sottovaluta e poi ne rimane stupito quando essi lo travolgono.

Entro certi limiti, all’aumento delle temperature si può reagire modificando gli edifici per proteggere i residenti dal caldo e si può investire su sistemi di climatizzazione per raffreddare l’aria all’interno. Questa è la migliore strategia a breve termine.

Quando d’estate una città diventa invivibile per il caldo se stai all’aperto, chi può scegliere liberamente dove vivere o studiare eviterà le aree più calde dell’Italia e questo renderà l’economia locale meno dinamica innescando un circolo vizioso.

Le gravi conseguenze di questo tipo di emigrazione sono accentuate dal fatto che, a differenza di quanto avveniva nel sud Italia quando i poveri si trasferivano al nord o all’estero nel dopoguerra, i migranti di oggi non sono compensati da molte nascite in Italia e quindi le aree di partenza degli emigrati italiani finiscono in una spirale di abbandono che fa crollare il valore delle case. Sta già avvenendo in Calabria e Sicilia e in molte altre zone italiane per motivi economici ma il fenomeno potrebbe estendersi per ragioni climatiche.

Maggiore siccità e alluvioni

L’altra conseguenza grave del rapido cambiamento climatico che sta subendo l’Italia è la riduzione della pioggia e il fatto che essa cada in maniera concentrata e maniera sempre più disastrosa sotto forma di alluvioni e delle famigerate bombe d’acqua.

Queste piogge intensissime provocano danni pesanti alle infrastrutture e possono far franare gli edifici o causare danni dentro gli edifici a causa degli allagamenti. Come per l’innalzamento delle temperature, anche gli alluvioni provocano le conseguenze peggiori a livello indiretto: i danni materiali spingono gli imprenditori a chiudere le loro attività nelle aree soggette ad alluvioni frequenti come Genova o per lo meno smettono di investire per il futuro rendendo più incerto il futuro di un’intera comunità e quindi facendo crollare il valore delle case.

Anche il problema della siccità non è da sottovalutare perché ci sono grandi città in giro per il mondo, come ad esempio Città del Capo in Sudafrica, che da anni subiscono il razionamento dell’acqua e ne stanno pagando un prezzo drammatico.

Avendo trascorso l’infanzia e molte estati a Reggio Calabria conosco bene il problema della mancanza di acqua che non è disponibile tutti i giorni e in quantità sufficiente e sono problemi che rendono la vita difficile e costano tantissimo all’economia. Chi può se ne va da Reggio.

Come reagire

Come italiano non mi sento di suggerire di trasferirsi all’estero per scappare dal problema dell’innalzamento delle temperature in Italia, anche perché anche gli altri paesi del mondo subiscono cambiamenti e quindi in proporzione zone prima abituate al freddo come la Siberia stanno subendo ondate di caldo vicine ai 40° e questo sta mettendo in crisi le città che non erano preparate. Anche paesi molto più a nord dell’Italia come l’Olanda stanno scoprendo il problema della siccità che non avevano mai avuto.

Penso che invece la strategia di difesa principale sia pensare bene prima di comprare casa, perché l’imprevedibilità dei cambiamenti climatici rende molto difficile immaginare il valore delle case nelle singole città in futuro.

Personalmente ho deciso di non comprare casa almeno per i prossimi anni e investire invece i miei risparmi nella mia crescita professionale e imprenditoriale.

Se scegli di essere proprietario, cerca di andare a vivere in zone più elevate, così che siano più fresche e ventilate e meno soggette a frane ed alluvioni. Inoltre fai attenzione dove fa meno effetto la cosiddetta “isola di calore“, cioè il fenomeno per il quale le zone urbane povere di alberi e ricche di fabbricati e asfalto trattengono di più il calore e provocano un aumento locale della temperatura di alcuni gradi rispetto alle zone meno urbanizzate.

In centro a Bologna ad esempio ci sono d’estate anche 3-4 gradi in più rispetto alle zone di campagna circostanti. Meglio ancora quindi se puoi vivere in una casa circondata di alberi come nella foto dell’articolo perché l’ombra degli alberi riduce nettamente la temperatura.

Serve anche l’impegno di tutti per chiedere alle amministrazioni comunali di trasformare quasi tutte le strade in zone alberate e ricavare zone verdi dappertutto. Utili anche i cosiddetti tetti verdi per ridurre il calore assorbito dagli edifici e poi eliminare i trasporti con motori a combustione per ridurre il calore in strada. Ogni fonte di calore diventa un problema e va ridimensionata con tutti gli accorgimenti.

Quali altre scelte stai prendendo per proteggerti dall’impatto del riscaldamento globale sulla tua casa? Condividile nei commenti

Questo articolo ha un commento

  1. Angelo

    Trovo che quanto scritto é condivisibile. In realtà gli operatori che svolgono attività nel settore edile, sono spesso (forse solo) condizionati dall’economia in quanto l’unico elemento che tengono in conto é la fattibilità economica. Purtroppo ci si scontra con la generale opinione che “si può fare” solo se c’è la convenienza economica altrimenti é meglio lasciar perdere.

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