Traffico stradale – Ecco come funziona veramente

Noi italiani ci prendiamo in giro a vicenda per il fatto che ci crediamo tutti un po’ tuttologi e quindi ci sentiamo in grado di criticare gli esperti e di suggerire alternative migliori anche su campi nei quali non abbiamo nessuna competenza specifica. Pensiamo di dare consigli sulla base della nostra esperienza e di una sorta di “buon senso”, ma proprio per questo compiamo errori madornali.

L’esempio classico è il calcio nel quale critichiamo l’allenatore della nazionale per le scelte su quali giocatori convocare e far giocare alle partite. Più di recente la polemica è passata su quali vaccini rendere obbligatori ai bambini e sono nate legioni di “immunologi da tastiera”, nel senso che condividevano la loro opinione sui social senza avere nessun titolo per poter parlare di argomenti così complessi.

L’elenco potrebbe continuare a lungo, ma vorrei concentrarmi sul fatto che moltissime persone si considerano esperti di viabilità stradale e mobilità urbana per il solo fatto di aver guidato l’auto per un certo numero di anni e sono convinti di avere la soluzione in tasca ai problemi di traffico della propria città.

Me ne sono accorto ascoltando tante persone spiegare con grandissima convinzione perché ad esempio il tram a Bologna o Bolzano non vada bene e quali sarebbero le alternative migliori.

Avere un’opinione e poterla esprimere è uno dei pilastri della democrazia, ma molto spesso abbiamo delle convinzioni radicate che sono del tutto sbagliate perché la propria esperienza personale non fa statistica e ci può trarre completamente in inganno.

Per questo ad esempio ho scritto il libro “Affittare o comprare casa? 30 storie per decidere“. Tanti pensano che convenga sempre comprare casa, mentre la risposta giusta è “dipende dalla tua situazione” e da una serie di fattori che devi prendere in considerazione.

Essendoci molti fattori di cui tenere conto, ne risultano tante combinazioni diverse e ho scelto così di descrivere nel libro le 30 situazioni principali che coprono almeno il 90% dei casi. Se compi la scelta sbagliata sulla casa puoi perdere enormi quantità di denaro e rovinarti la vita, per questo secondo me vale la pena leggere il mio libro prima di prendere la decisione più delicata della tua vita dal punto di vista finanziario.

Perché è utile il tram nelle città

Veniamo allora al traffico stradale e in particolare al tema tram. Nella foto di questo articolo viene mostrato una modalità ottimale per sfruttare al meglio le caratteristiche del tram: sostituire completamente il traffico stradale di tutti i tipi lungo un asse forte della mobilità cittadina.

Così facendo si offre un servizio di trasporto pubblico rapido, ecologico, efficiente energeticamente, economico, molto confortevole e capace di trasportare molte persone.

A queste condizioni il tram diventa un’alternativa attraente rispetto all’auto e si mette in moto un processo che cambia progressivamente le abitudini di mobilità dei cittadini e dei turisti. Avendo a disposizione infatti un asse forte di trasporto collettivo grazie al tram, diventa possibile e necessario riconfigurare il resto della mobilità pubblica in modo tale da portare le persone a viaggiare in tram il più possibile.

Il tram gioca a quel punto un ruolo simile al treno ad alta velocità per gli spostamenti di lunga percorrenza. I treni regionali, i bus, le biciclette e i pedoni convergono verso le stazioni principali così che le persone possano andare velocemente da Bologna a Milano in meno di un’ora di treno anziché passare ore in auto per andare da una città all’altra.

La scienza del traffico automobilistico

Il traffico delle auto è stato studiato scientificamente da molti decenni e può essere rappresentato come un gas molto denso che si espande quando gli dai spazio e si riduce quando gli togli spazio.

Se quindi l’obiettivo di una città come Bolzano è di ridurre il numero di auto che da fuori il Comune entrano ogni giorno in città e intasano la viabilità urbana, non hai scelta, devi

  1. ridurre lo spazio fisico sulle strade che metti a disposizione della circolazione e sosta delle auto e
  2. usare lo spazio recuperato per tram, corsie preferenziali dei bus e corsie ciclabili così da offrire un’alternativa a chi vuole smettere di arrivare in auto. Per riuscirci davvero bisogna aumentare però contemporaneamente anche il numero dei treni e delle corse dei bus urbani ed extraurbani, possibilmente scegliendo modelli elettrici.

Tutte le scelte infrastrutturali che invece puntano ad aumentare il numero di parcheggi e a “fluidificare il traffico” aumentando la larghezza delle strade portano invece a rendere più attraente e rapido il traffico in auto e quindi le persone lo useranno di più, creando più ingorghi nei colli di bottiglia.

Decenni di storia dei trasporti confermano questo principio ormai elementare ma che non è ancora diventato scontato neppure tra gli addetti ai lavori anche perché ci sono fortissimi interessi a continuare a costruire strade.

Non siamo “esperti” imparziali

Non è solo l’incompetenza che ci impedisce di dare pareri autorevoli sui campi ne quali non abbiamo titoli per parlare, siamo anche poco imparziali nel senso che tendiamo a sostenere la scelta che ci fa comodo rispetto a quella che è nell’interesse collettivo. Se ad esempio si parla di traffico e noi abbiamo un’auto di proprietà, tenderemo a supportare le proposte che facilitano l’uso dell’auto a discapito del mezzo di trasporto pubblico o della bici, ma affermeremo che la nostra tesi sia la migliore in assoluto, non che vogliamo difendere a tutti i costi le nostre comodità disinteressandosi di chi non può guidare l’auto.

Oppure se il Governo deve decidere come far quadrare il bilancio dello Stato e noi siamo vicini alla pensione, difficilmente saremo favorevoli ad un prolungamento dell’età per andare in pensione anche se fosse chiaro a tutti che sarebbe la scelta più equa.

Come Rivoluzionari ambientali abbiamo il compito di svelare all’opinione pubblica quando le persone sono incompetenti a parlare e stanno semplicemente tutelando i propri miopi interessi a breve termine mettendo in pericolo la collettività. Dopotutto ci troviamo in una crisi climatica proprio per questa ragione

Questo articolo ha un commento

  1. Armine

    E’ un tema che mi preoccupa tanto ed e’ dovunque. Le auto sono diventate molto economiche e qualsiasi persona puo’ permetersi un auto che pero’ porta ad una crisi nelle grandi citta’. Io personalmente ho cercato di offire una soluzione aprendo un gruppo Facebook di carpooling, ma devo confessare che la magioranza delle persone non si rende ancora conto della gravita’ del problema e pocchissime sono le persone pronte di lasciare la propria macchina ogni tanto. Secondo me dovrebbe essere un regolamento legale, altrimenti la gente non vuole pensare alle cose ambientalistiche volontariamente

Lascia un commento