Una ragione nascosta che frena la Rivoluzione Ambientale

Noi attivisti ambientali vogliamo il cambiamento, e lo vogliamo rapido, siamo pronti a sacrificarci molto per ottenerlo perché sappiamo quanto sia urgente iniziare a cambiare la nostra società e la nostra economia per fronteggiare le sfide ambientali che sappiamo essere così gravi.

Rischiamo però di compiere un grave errore, quello di pensare che questo nostro modo di procedere (informazione – consapevolezza – azione immediata a costo di sacrifici) sia il modo scontato in cui le persone reagiscono e quello più diffuso.

Purtroppo non è così, la stragrande maggioranza della gente reagisce in maniera molto diversa pur partendo dallo stesso bisogno, quello di TRANQUILLITÀ.

Noi attivisti ambientali non ci sentiamo tranquilli quando sappiamo che il mondo rischia di collassare a livello ambientale e quindi ci sforziamo per risolvere il problema e riguadagnare la nostra tranquillità.

La maggioranza della gente capisce che c’è un problema ambientale, ma quando si rende conto di tutti i cambiamenti che dovrebbero avvenire per risolverlo, è in quel momento che perde la tranquillità, non prima!

Stesso bisogno, due prospettive opposte

È la prospettiva, la percezione di dover stravolgere la propria vita che li mette in ansia e quindi moltissimi preferiscono rimandare questo tipo di scelte e continuare il più possibile a fare come sempre: andare al lavoro, tornare dalla famiglia, cenare in compagnia, vedere la tv, fare una bella vacanza al mare ecc.

Come se ne esce?

La soluzione è più semplice di quanto si possa pensare: da una parte “spaventare” le persone circa la crisi ambientale in corso così che percepiscano l’urgenza dell’azione. Dall’altra tranquillizzarle allo stesso tempo che le soluzioni esistono, che siamo in grado di risolvere il problema senza stravolgere la loro vita, però serve il consenso politico della maggioranza per approvare le leggi necessarie ad attuare il cambiamento.

Questo cambiamento non vorrà dire che d’ora in poi sarà vietato mangiare carne, usare l’auto, prendere l’aereo ecc.”. Sarà invece una progressiva trasformazione della società che permetterà in 10 anni di dimezzare le emissioni di gas serra del pianeta e in 20 anni di azzerarle. Strada facendo avremo una salute e un ambiente migliore, minori differenze tra i super ricchi e le classi medie e povere e la tranquillità di poter vivere la propria vita senza la minaccia della catastrofe.

Le soluzioni sono conosciute e le ho raccolte nella seconda parte del mio libro Il Primo Follower.

Intanto però abituiamoci a comunicare che le soluzioni alla crisi climatica non stravolgeranno la vita delle persone e non entreremo in una eco-dittatura come alcuni temono.

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